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Budapest, La citta' sul Danubio Stampa questa paginaNews Feed



“Budapest è la più bella città del Danubio; una sapiente auto-messinscena, come Vienna, ma con una robusta sostanza e una vitalità sconosciute alla rivale austriaca. Budapest dà la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un'imponenza da città protagonista della storia”. In questa  frase Claudio Magris ha racchiuso tutto quello che si potrebbe raccontare di Budapest; le parole chiave sono vitalità, protagonista della storia e signorilità.



Budapest celebra continuamente la sua storia attraverso l'imponenza dei monumenti, ognuno dei quali rappresenta un'epoca vissuta dalla città; dalle statue del Millennium Memorial, raffiguranti i sette capi delle tribù che fondarono l'Ungheria nel nono secolo, alla signorilità del suo Parlamento, concepito nell'ottocento per celebrare l'indipendenza degli ungheresi dall'impero Austro-Ungarico; dagli edifici moderni dell'epoca comunista al Budai Vàr, il castello storico usato dai re ungheresi, rappresentazione concreta di una storia difficile e travagliata.



Ma il vero ruolo di protagonista della storia si ha in epoca più recente, con la Rivoluzione Ungherese del 1956, la quale fu una sollevazione armata di spirito anti-sovietico scaturita nell'allora Ungheria socialista. Questa rivolta ebbe inizio da una manifestazione pacifica di alcune migliaia di studenti, a cui poi si aggiunsero numerosi lavoratori ungheresi, scontenti del collasso economico e dei bassi standard di vita. Figura chiave, richiamata alla memoria in questa rivolta, fu Sandor Petofi, considerato poeta nazionale ungherese del romanticismo, nonché emblema della rivoluzione ungherese del 1848.



I temi fondamentali della sua produzione lirica sono la libertà e l'amore: “La libertà, l'amore!/ Di questi due ho bisogno. / Per l'amore io sacrifico la vita, / Per la libertà sacrifico l'amore.” Leggere l'opera di Petofi aiuta la comprensione della passione del popolo ungherese per le vicende della sua storia.



E Budapest intera ne è l'auto-celebrazione concreta.
Tuttavia all'austerità e alla signorilità della capitale ungherese, si affiancano aspetti di vitalità, gioiosità e allegria. Meta di viaggi studenteschi, Budapest ha un clima molto internazionale e giovanile. Feste, locali, mercati...tutto rende questa città colorata e vivace.




Sebbene nel corso degli anni molti ungheresi abbiano avuto la tendenza ad emigrare dal proprio paese, l'identità che li lega alla terra natale si fa sentire continuamente. La vera ricchezza dell'Ungheria sta probabilmente in questo sentimento di amore che viene bene espresso da un altro poeta ungherese, Ady Endre:
“Come un sasso tirato in alto,
piccola patria mia,
da te torna sempre tuo figlio. Visita terre lontane, si abbaglia,
si deprime e cade nella polvere,
da cui è stato preso.

Desidera andar via, ma non può,
pieno di desideri che si calmano
per poi risvegliarsi di nuovo.

Sono sempre tuo nella mia rabbia,
nell'infedeltà, nell'amorevole pensiero,
sempre magiaro.

Come un sasso tirato in alto,
voglio o non voglio,
mio piccolo paese, a te somiglio.

Nonostante ogni desiderio,
se mi tirassi cento volte,
cento volte da te tornerei.”










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