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Balene in Vistaaa Stampa questa paginaNews Feed


Balene in vistaaa”, così gridavano i marinai che scrutavano il mare, dalla coffa dell’albero, a bordo delle navi baleniere. Da lì a poco l’ennesima lotta tra la cecità degli uomini e la bellezza della natura sarebbe iniziata. Navi veloci, motori potenti e canoni lancia-arpioni avevano spesso la meglio sui giganti del mare. Purtroppo, tuttora, alcuni paesi permettono il periodico ripetersi della crudele caccia alle balene.

Nel Mediterraneo di oggi, invece, esperti ricercatori, dal ponte di comando di traghetti di linea nel Tirreno Centrale, scrutano l’orizzonte per monitorare i cetacei presenti nei nostri mari ed ad ogni “balena in vista” si limitano a prendere nota della posizione, del numero di individui, delle condizioni oceanografiche e del traffico marino, senza interferire con il comportamento degli animali.

Dal 2007, infatti, è ripreso il monitoraggio estivo, a bordo dei traghetti della Corsica-Sardinia Ferries, nel tratto tra Civitavecchia e Golfo Aranci da parte dell’associazione Accademia del Leviatano. I ricercatori si imbarcano in estate ogni settimana su traghetti di linea e lungo il “transetto marino” osservano costantemente l’orizzonte alla ricerca di balene e delfini.

Realizzare questo tipo di ricerca a bordo di traghetti di linea permette di ottenere un gran numero di dati ad un costo bassissimo. I traghetti viaggiano in maniera periodica a velocità costante e con una altezza del ponte che permette una visuale ottimale.



Le informazioni ottenute da questo tipo di monitoraggio serviranno per attuare strategie di conservazione e salvaguardia dei cetacei, specie protette da diverse direttive.

Lo studio aiuterà anche a capire, e conseguentemente a trovare misure di mitigazione, l’eventuale impatto sui cetacei dell’incremento del traffico marino per trasporto di persone e merci: le “autostrade del mare”.

Lungo il tragitto Civitavecchia-Golfo Aranci vengono spesso avvistati i tursiopi, in vicinanza delle coste, e balenottere e stenelle al largo. Con un po’ di fortuna possono essere avvistati anche i timidi grampi e il raro zifio quest’ultimo osservato diverse volte nel 2009. Da un confronto con lo stesso tipo di ricerca effettuato negli anni 90’, risulta che è ampiamente aumentata la frequenza di avvistamento delle balenottere. Lungo la tratta, inoltre, è stata confermata la esistenza di un’area ad alta densità di presenza di balene. In quest’area sarebbero auspicate delle misure di navigazione atte ad evitare possibili collisioni tra balene e navi di passaggio come riduzione della velocità e personale dedicato all’osservazione del tratto di mare.

L’efficacia del metodo di monitoraggio da traghetti ha fatto sì che dal 2008 sia iniziato, in collaborazione con diversi Enti di ricerca ed Università coordinati da ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) un monitoraggio ad ampia scala su quattro diverse tratte nel mar Tirreno e nel Mar Ligure.

Per chi viaggia per il mediterraneo l’utilizzo di traghetti e navi è un buon esempio di come si possa incontrare questi animali da un mezzo alla portata di tutti. Certo, come al solito,bisogna fare una precisazione quando si parla di osservare un animale selvatico. L'abitudine al “subito” è spesso un ostacolo rispetto all'opportunità di entrare in contatto con un mondo che nuota “silenzioso” e parallelo al nostro. Dai primi calcoli si può dire che lungo la tratta, ma con molta attenzione all’orizzonte, è possibile avvistare una stenella ogni 2 ore e mezzo di viaggio mentre per la balenottera bisogna essere più pazienti ed attenderne circa almeno 4 (questo tempo si dimezza nell’area ad alta densità di cetacei). Comune è anche l’avvistamento di tartarughe marine. Ricordiamoci che stiamo attraversando il “loro” mare, gli animali sono lì, e che abbiamo un compito più importante da realizzare: ciò che facciamo, come viviamo influenza anche il loro mondo e sta a noi riparare ai danni che facciamo. Loro sono lì e non possono chiederlo ma la loro voce sta diventando sempre più chiara: “Noi ci siamo, aiutateci!”. Per questo lo studio, la salvaguardia e la conservazione di questi animali non si deve fermare.

Sul blog http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/  sono periodicamente postati i dati riguardanti la ricerca.

Foto e testi a cura dell'Accademia del Leviatano


 

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